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Le ultime parole famose di una mamma

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“Elena, che bel vestitino ti ha messo oggi la mamma”

Rigurgito indelebile di pappa arancione tre secondi e mezzo dopo.

“Ieri Elena è stata la bambina più brava del mondo: ha giocato tutto il giorno, dormito da sola, riso tanto, mangiato tutto, la amo, facciamone un altro!”

Il giorno dopo Elena è il demonio: non mangia, non dorme e inventa apposta per te un lamento simile al gracchiare di un corvo che ripete all’infinito finché non desideri la morte subitanea o un’otite acuta che ti azzeri l’udito.

“Elena ama i libri”

Elena ha succhiato talmente tanto il suo libro preferito che si è mangiata mezza pagina

“Elena in braccio? Figurati, il minimo indispensabile!”

Certi giorni ce l’ho talmente tanto addosso che quando finalmente se la piglia qualcun altro mi sento come se mi avessero strappato dal corpo un fratello siamese in una puntata molto sofferta di Grey’s Anatomy.

“Lo svezzamento? Sta andando alla grande!”

Ho il telefono pieno di mais, tapioca e carota perché la Miss vuole mangiare solo in compagnia dell’Ape Maia giallaneraneragialla tanto gaia, li mortacci sua.

“La mia bimba? Sta con tutti, è adorabile!”

Sta con tutti quando non vuole stare con sua madre, ovvero sempre.

“Elena si addormenta da sola nella culla!”

Cazzo, la prima regola del Club delle mamme e MAI DIRE UNA COSA DEL GENERE CHE TI TIRI ADDOSSO IL MALOCCHIO. Infatti appena pronunci questa frase tua figlia decide che alle 4 del mattino devi cantarle seicento volte Le manine laboriose mentre sei a testa in giù con lei in braccio, possibilmente saltellando.

“Elena è talmente matura che a sei mesi sta già da sola un sacco nel seggiolone a giocare con i peluche”

Un giorno. Gli altri morde i peluche talmente forte che se esistesse un sindacato degli orsacchiotti ci avrebbe già citati in giudizio.

“Elena è intelligentissima: i suoi preferiti sono i giochi istruttivi che stimolano il suo apparato cognitivo”

Elena gioca solo con le etichette, tanto che mi ha costretto a comprarle questo; e con bottiglie di plastica vuote, e con post-it che si appiccica sul naso. 

“Esco con Elena tutti i giorni, anche solo per una passeggiata nel quartiere…”

Retroscena: per uscire quei 10 minuti devi vestirla, cambiarle il pannolino, ricambiarglielo perché ha cagato, rivestirla, infilarle le maniche della maglia creandole crisi isteriche, infilarle le maniche della felpa creandole ulteriori crisi isteriche, infilarla nel cappotto creando una definitiva crisi isterica impossibile da sedare con bacini e canzoncine, ficcarla nel passeggino dove non vuole stare perché il cappottino le impedisce il movimento degli arti, nel frattempo ti ricordi che, porca vacca, tu non ti sei vestita, torni su e ti vesti, lei intanto sta sclerando perché il cappello le è finito sugli occhi, ti vesti, la rificchi nel passeggino, arrivi fuori, butti la spazzatura, fai un giro del quartiere, Elena ormai ha sei mesi e nel passeggino col cavolo che dorme più, ha caldo, vuole guardare cosa c’è intorno, ha fame, e insomma, dieci minuti dopo sei di nuovo a casa. Ovvero, cinquanta minuti per prepararla per stare 5 minuti in giro.

 

 

Quando mia figlia sarà grande

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