Ditemi se ho sbagliato tutto (la filosofia del Blog)

A volte mi chiedono che lavoro faccio. Allora guardo il mio interlocutore, e decido cosa rispondere.

C’è un interlocutore di tipo A e uno di tipo B, con varie sfumature. Il tipo A non ha la minima idea di cosa sia il web. Non ha idea di chi sia Google, Mark Zuckerberg, non sa chi è Steve Jobs. Non ha un account Facebook, o, se ce l’ha, è chiaro ed evidente al visitatore del suo profilo che non è certo tra gli addicted. Non ha la minima idea di cosa significhi navigare, loggarsi, condividere. Quando l’interlocutore di tipo A mi chiede che lavoro faccio, evidentemente non posso rispondere: “Bloggo”. E allora dico: “Scrivo, scrivo su internet“. Generico, essenziale, sconclusionato.

Per l’interlocutore di tipo B, invece, aggiungo dei dettagli, perché lui comprende. Dico che sono una blogger professionista, ad esempio, una che questo lavoro lo fa da quando i blog erano poco più di un diario personale.

A volte, però, mi viene da pensare: “Prima o poi questa follia del web finirà. Un giorno qualcuno si sveglierà e si renderà conto che è assurdo pagare una persona perché scriva su Internet o ciarli su Twitter“. E allora, quella vaga sensazione di aver sbagliato tutto, diventerà realtà.

Penso a mia madre che mi voleva in un coro polifonico, o dottore, o notaio. Mia madre che non ha mai acceso un pc, se non per sbaglio mentre spolvera. A mio padre che mi voleva avvocato.  Mio padre che non si capacita che io non sia avvocato.  Ai miei nonni che vogliono il pezzo di carta della laurea. Tutti parenti che non capiranno mai quello che faccio, tutti interlocutori di tipo A. Se continuo così.

Forse ho sbagliato tutto è un blog d’opinione che parla di costume e di società. Chi segue il mio lavoro da un po’ troverà su questo sito tutto quello a cui è abituato – interviste, news, approfondimenti, recensioni, gossip. E una categoria portfolio, con tutti i miei pezzi migliori, che man mano verrano inseriti per arricchire, con i miei lavori passati, quelli futuri.

E al prossimo interlocutore A che verrà a chiedermi che lavoro faccio, risponderò: “Chiedilo alla mia famiglia”.

© 2012 Forse ho sbagliato tutto – Il blog di Giovanna Gallo.