Sono una donna e piango. Piango e mi commuovo perché sono una donna. Probabilmente più sensibile della media, più stolta e allocca nel credere alle favole degli spot e dei film romantici. O perché la mia sindrome premestruale è perenne e sempre in ascesa, nel senso che ogni mese è sempre peggio.
In generale, per tutta quella folta e variegata fetta di genere umano femminile che conosco, credo di poter parlare a nome di ognuno di loro quando dico che:
Non è che una donna piange o si commuove perché è superficiale, cretinadeficiente, poco pratica: è scritto nel suo DNA. Come il fatto che lavarsi i capelli ogni 2 giorni sia fondamentale per mantenere un look degno di tale nome.
Diffidate dalla donna che vi dice: “Io? (con supponenza) Io non piango mai per le cose non importanti“. NON è VERO. Ogni donna ha un punto debole, che siano i libri di Fabio Volo, la puntata di Extreme Make over Home edition, il cagnolino che razzola fino in fondo al burrone e poi si rialza tenero tenero nei video di Paperissima, la pubblicità della Barilla, quella in cui lei, a distanza, dice a lui di aspettare un bimbo e poi guardano le stelle insieme e pensano al bimbo nella pancia, il matrimonio della migliore amica (se si è damigelle è il top), la nascita di bambini parenti di settantesimo grado, i matrimoni, le promozioni di lavoro, quelle che ti fanno pensare “Cacchio, ce l’ho fatta con le mie forze, sono orgogliosa di me!” e allora piangi per te stessa.
Ogni donna ha un punto debole, e la pubblicità e i film non fanno che ricordarle quanto può frignare per cose che non hanno nessun senso, se ci si mette. Così, quell’attore così dolce e fedele alla moglie nonostante le tentazioni dello star system stimola un fremito di commozione, e anche la scena di Hugh Grant e Julia Roberts stesi sulla panchina del parco di Notting Hill, con lei incinta e lontana dal red carpet, puntualmente, emoziona. Perché poi lì ci si mette anche Ronan Keating a blaterare che “dici tutto quando stai zitta” ed è la fine.
La musica è un discorso a parte. E’ matematico, innanzitutto, che una donna quando è giù, triste, sconsolata, sola&abbandonata, disperata, sull’orlo del suicidio, non ascolta musica positiva, allegra, una botta di vita per tirarsi su. Una donna creerà una playlist tra il tragico, il cervellotico e il disperato, in cui di solito Radiohead e simili campeggiano tronfi e collegherà a ogni frase di ogni canzone triste e malinconica un pezzo della sua vita e se la canzone finisce male allora è ovvio che tutta la sua vita è schifosa e se invece la canzone finisce bene sì, andrà tutto bene, come deve andare, è solo un momento, passerà.
Ogni donna ha un punto debole che la getta nella soddisfacente e tonificante attività del pianto alla cazzo di cane, come chiameremo questo trend tutto femminile e ognuno di questi punti deboli, il più delle volte, rasenta l’assurdo agli occhi degli uomini che, invece di coglierne il delicato effluvio di sensibilità, la guardano – ci guardano – disgustati, temendo di dover passare con lei tutto il resto della loro vita.
Ma non lo sanno che è la loro fortuna?
barbaraivani
1 year ago
Credo di aver cominciato a frignare la prima volta che ho guardato (ed ero una bimba) “A piedi nudi nel parco” con Robert Redford e Jane Fonda. E non ho più smesso.
Morgana
1 year ago
Io piango spesso leggendo libri, c’è sempre qualche passo commovente anche nel romanzo più trucido. Diventa imbarazzante quando succede sul bus o in treno, devo far finta che sia raffreddore ( e magari è piena estate ! ). E poi , naturalmente ci sono i film, e anche lì son capace di piangere per tutti, anche un cartone animato. Ma penso faccia bene, è catartico.
bismama
1 year ago
Ma se io piango pure senza motivo vale lo stesso??
Insomma sti dotti lacrimali vaddo idratati eh!
gloria
1 year ago
A me invece piacerebbe davvero tanto saper e poter piangere,non sto scherzando….vorrei tanto quella capacita di sciogliere il dolore in lacrime,invece mi resta tutto dentro,e muoio un po’ alla volta…scusatemi per lo sfogo
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Alessandra Casciaro
2 months ago
Uno dei miei pianti epici? Ero sul pullman Catanzaro/Crotone e tornavo a casa per il week end.
La mia coinquilina mi aveva prestato un triller (ero orfana de “Il Codice Da Vinci”, classico libro che ti fa venir voglia di divorarne altri 1000 della stessa specie), dunque NON un romanzo d’amore strappalacrime, ma uno di quei libri che dovrebbe tenerti col fiato sospeso fino all’ultima pagina… Io iniziai a piangere a singhiozzo per tutto il viaggio (due orette circa) mentre il signorotto anziano seduto accanto a me assisteva alla mia umiliazione pubblica…..
Trombamici: ecco perché non funziona mai | Forse ho sbagliato tutto - Il blog di Giovanna Gallo
2 months ago
[...] Al cinema i “friends with benefits” sbancano e il film con Justin Timberlake e Mila Kunis arrivato nelle sale un po’ di tempo fa nè è la dimostrazione. Trama in breve: due amici decidono a tavolino di fare sesso e basta, tanto sono schifosamente fighi e attratti l’uno dall’altro e sempre depilati e perfetti e morbidosi la mattina e vogliosi e senza problemi e comunque “no, non ci saranno complicazioni, tu non mi piaci in quel senso, si fa sesso e basta” e dopo un nanosecondo eccoli lì che si scambiano le promesse matrimoniali in un gazebo a Portland. Scene ricorrenti nelle commedie romantiche che abbiamo visto molte volte (e raccontato qui) e che ci piacciono perché siamo donne e la redenzione di due esseri umani cinici fa sempre scappare la lacrimuccia (e questi sono i motivi). [...]
elena
1 week ago
penso ci faccia piangere tutto ciò che in quel momento ci manca. Io che sono orfana mi sciolgo di fronte alle mamme che dicono alla prole: “ti ho preparato il/la…. (segue piatto preferito di riferimento) perchè è una cosa che mi manca. Poi dipende ovviamente dallo stato d’animo….